Mi piace venire da Pensieri la domenica mattina presto, perché è il momento in cui il bar è meno affollato e posso stare in santa pace.
A dire il vero, ultimamente, sono tornato spesso, tanto che ormai sanno già che cosa sto per chiedere – un cappuccino con tre o quattro bustine di zucchero – e penso che preparino la tazza non appena mi vedono sulla porta.
Mentre affondo il cucchiaino nella schiuma, mi domando se è per via del mio cappuccino quotidiano proprio qui che Seba è diventato così insopportabile, specialmente nei miei confronti: mercoledì sera le prove sono state una tragedia. Errori, malumori e il solito repertorio di insicurezze che sfociano in litigate pazzesche.
In più la Cosa, qui, non si è fatta viva nonostante le accorate richieste su facebook (mi sembra che se la tiri un po’ troppo!) e Sebastiano non se la prende con lei.
Eh no. Se la prende con me.
Non vuole neanche che la nomini, eccchecavolo!
Penso che sia geloso.
Va bene che durante la gita della terza media ho limonato con quella stessa Laura a cui lui aveva mandato poesie per tre mesi, ma che colpa ne ho io se lei ha pensato che provenissero da me? E poi avevamo tredici anni, non può mica continuare a farmela pesare!
Cosetta passa, mi rivolge uno sguardo vagamente allarmato e va a portare delle ordinazioni ai due avventori nel tavolo vicino.
Se mi azzardo a salutarla Sebastiano che farà? Assolderà un killer?
Dopo il modo in cui si è comportato l’altra sera, sinceramente, mi importa poco.
“Ciao.” dico appena i nostri occhi si incontrano di nuovo. Sorride e si vede che è imbarazzata; probabilmente pensa che io sia qui in avanscoperta. Niente di più falso.
E’ più carina di quanto non abbia pensato la prima volta che l’ho vista. Mi ci vuole tutta per far finta di essere interessato al posacenere piuttosto che al suo sedere e improvvisamente, anche se ho fatto voto di smettere di fumare, sento il bisogno di nicotina.
Non è affatto un buon segno.
Ho un occhio talmente gonfio e viola che, se mi concio così anche l’altro, il WWF potrebbe decidere di adottarmi come simbolo. Ma Porco Panda! Certo che Seba poteva trovare un altro momento per dimostrare al mondo quanto è idiota e decidere di sciogliere la tensione con un cartone dritto sulla mia faccia. Per cosa poi? Per dimostrare alla cameriera carina di Pensieri che non è uno sfigato inconcludente? Mah!
Mi guardo nello specchio: davanti ho tutto l’arsenale di mia sorella e finora le ho provate tutte per camuffare questo schifo di livido, ma con scarsi risultati. Che ci posso fare? Io il trucco non l’ho mai usato, neanche a Carnevale.
Cerco di ricordarmi l’immagine di qualche mia ex ragazza intenta nel processo “di impiallacciamento”, ma sfortuna vuole che in questo momento non me ne venga alla mente nemmeno una. Non sarò stato molto attento.
Ci rinuncio: se ci metto un po’ di ghiaccio e le luci sono giuste, forse per sabato sarò a posto. Anzi, potrei buttarci sopra un po’ di pepe, sulla storia di questo livido. Qualcosa che suoni come maledetto e rock. In fondo, alle ragazze piace un po’ di tormento, no? Guarda Jim e Kurt. Va bene, Alex, basta paranoie e teniamoci pronti. E chissà che il concerto non vada meglio del previsto…